La Controstagione

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Sono un po’ di anni che sono su questa terra, eppure mi accorgo di come non riuscirò mai a comprendere fino in fondo alcune cose. E forse è meglio così, forse alcune di queste avranno sempre bisogno di un alone di mistero, che non ne intaccherà la bellezza, che ne lascerà intatto lo splendore. Una di queste è il fascino di un risveglio sotto un piovoso, fresco e grigio cielo in estate. Una frescura inattesa che ci dà tregua dalla calura, che lenisce i nostri sensi. Una di queste è la forza di un raggio di sole tra le nubi di una coltre invernale. Un tepore che ci riscalda l’animo, che ci illumina dentro.

Sarebbe inutile perdersi in chiacchiere, basterebbe lasciarsi trasportare da quel momento, basterebbe abbandonarsi alla bellezza di quella visione. Ma fa parte della magia, attraverso i nostri occhi la natura ci scava dentro, e ci lascia pensierosi di fronte all’incapacità di trovare un significato preciso.

Forse sarà la sensazione di contrasto che ci sconvolge i sensi. Sarà quel momento di rinnovata consapevolezza, che ci ricorda di come esista un equilibrio, di come tutto possa cambiare. E in qualche modo ciò ci appaga, ci riporta a un senso di libertà, perché niente è immutabile, niente è eterno. In un vecchio film si diceva: “non può piovere per sempre“. Anche il più nero dei periodi prima o poi comincerà a sbiadire. Il sole esiste, nonostante le nuvole. Se non ce ne dimentichiamo, troveremo la stessa forza del raggio per trapassarle.

Oggi riflettevo su questo, in un momento di “controstagione”. Non so cosa ne pensiate voi. Io, nel frattempo, mi godo il mio raggio di sole.

Il Tripudio della Deficienza

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Oggi mi sono violentato. Ho commesso un’azione abominevole nei confronti della mia persona, seppur nella totale consapevolezza  di commetterlo. Un gesto masochista, privato però del piacere che percepisce chi masochista è. Ho guardato “Uomini e Donne”, per 5 minuti.

Non ne negherò di averlo già fatto in passato. È un’azione imperdonabile, lo so. Ma non c’è niente di peggio del criticare qualcosa senza conoscerla. E devo anche ammettere di non conoscerla a fondo, ma oltre una certa soglia di minutaggio proprio non resisto. Non sono così forte, chiedo perdono.

Generalmente, se un’azione è commessa nel pieno rispetto del diritto alla libertà – per carità, vive la liberté! – ma personalmente la trovo deplorevole, mi viene da accusare non chi la commette, bensì chi vi dà seguito, visibilità, importanza e fama. Però, in questo caso, devo costringermi a fare un’eccezione a questa regola e ad attaccare indistintamente fautori e spettatori, parimenti artefici di questa iattura mentale e, ancor peggio, culturale.

I partecipanti al programma sono lì a tentare la fortuna (ma quale?). Visibilità, notorietà, fama? Su questo niente da obiettare. E l’attore è un lavoro nobile. Ma fingere di essere stupidi per davvero è qualcosa che davvero travalica la stupidità stessa. Ed assistere a tale paradosso è qualcosa che ti tormenta. Ti fa agitare nel tentativo di riuscire a distinguere, tra quei ragazzi coi quali madre natura è stata assai generosa – a quanto pare ALMENO da un punto di vista: la bellezza – chi è davvero stupido, o chi finge di esserlo. Pena per i primi, pena aggravata per i secondi.

Non se ne scampino poi gli audaci spettatori della Maria – quella sbagliata – nazionale. Ma come si fa a restare incollati a quelle farse degenerate, dove si discute del NULLA, per intere mezzore?

Il titolo di questo articolo intende deficienza proprio come mancanza, deficienza di intelligenza. Inutile girarci intorno. Che cosa c’è di intelligente nel guardare – o peggio essere –  fantocci fonati e imbellettati che stuprano il più nobile ed intimo dei sentimenti, qual l’amore è? Solo un cerebroleso riesce a restare concentrato su quei discorsi.

Non voglio essere così temerario da avventurarmi nel difficile compito di capire se questo processo di istupidimento collettivo sia pilotato da chi ne trae un qualche vantaggio, o venga naturalmente rinvigorito da una spirale autoalimentantesi, resta il fatto che ne resto davvero nauseato.

Viene da pensare alle simpatiche, ma a volte drammaticamente vere, leggi della stupidità, nelle quali mi sono imbattuto durante i miei studi.

  • Prima legge: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
  • Seconda legge: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.
  • Terza legge: Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
  • Quarta legge: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide.
  • Quinta legge: La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista.