La Controstagione

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Sono un po’ di anni che sono su questa terra, eppure mi accorgo di come non riuscirò mai a comprendere fino in fondo alcune cose. E forse è meglio così, forse alcune di queste avranno sempre bisogno di un alone di mistero, che non ne intaccherà la bellezza, che ne lascerà intatto lo splendore. Una di queste è il fascino di un risveglio sotto un piovoso, fresco e grigio cielo in estate. Una frescura inattesa che ci dà tregua dalla calura, che lenisce i nostri sensi. Una di queste è la forza di un raggio di sole tra le nubi di una coltre invernale. Un tepore che ci riscalda l’animo, che ci illumina dentro.

Sarebbe inutile perdersi in chiacchiere, basterebbe lasciarsi trasportare da quel momento, basterebbe abbandonarsi alla bellezza di quella visione. Ma fa parte della magia, attraverso i nostri occhi la natura ci scava dentro, e ci lascia pensierosi di fronte all’incapacità di trovare un significato preciso.

Forse sarà la sensazione di contrasto che ci sconvolge i sensi. Sarà quel momento di rinnovata consapevolezza, che ci ricorda di come esista un equilibrio, di come tutto possa cambiare. E in qualche modo ciò ci appaga, ci riporta a un senso di libertà, perché niente è immutabile, niente è eterno. In un vecchio film si diceva: “non può piovere per sempre“. Anche il più nero dei periodi prima o poi comincerà a sbiadire. Il sole esiste, nonostante le nuvole. Se non ce ne dimentichiamo, troveremo la stessa forza del raggio per trapassarle.

Oggi riflettevo su questo, in un momento di “controstagione”. Non so cosa ne pensiate voi. Io, nel frattempo, mi godo il mio raggio di sole.

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Un commento su “La Controstagione

  1. Sono molto d’accordo con questo commento. Ma credo che, alla fine, per riuscire ad apprezzare cose di questo tipo basterebbe solo “rallentare il tempo”, il nostro tempo. Certo, si potrebbe dire: “ma come si fa?”. Niente di più semplice: basta avere un pò più di attenzione al momento presente, non agire e vivere nel monto troppo automaticamente, cercare ed apprezzare ogni singola caratteristica e peculiarità di ciò che ci circonda, etc. etc. Una semplice foglia autunnale che cade dal proprio albero ci può dare una miriade di informazioni (velocità con cui cade, colore, grandezza, profumo, striature, e così via…) che generalmente non consideriamo (magari pensiamo solo: “toh, l’ennesima foglia che cade ed aumenta la sporcizia della strada…). Da terapeuta ogni giorno mi accorgo con i miei pazienti quanto basterebbe poco per essere solo un pò più sintonizzati con il nostro universo quotidiano. E’ vero che non possiamo stare attenti “profondamente” a tutto quello che ci accade, altrimenti il nostro cervello andrebbe fuori giri, ma un pò più di attenzione e valorizzazione dei nostri gesti e del perchè li facciamo sarebbe davvero utile per una connessione più funzionale con il nostro mondo e questo ci farebbe stare e sentire un pochino meglio!

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